LEGGI NOCI » animali Thu, 25 Jan 2018 09:23:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » animali 32 32 Giornata del cucciolo /evento/giornata-del-cucciolo/ /evento/giornata-del-cucciolo/#comments Sun, 15 Oct 2017 14:30:00 +0000 /?post_type=tribe_events&p=17511 NOCI – Domenica 15 Ottobre 2017 alle ore 16.30, presso la fascia commerciale blocco A di via G. Fortunato si svolgerà la “GIORNATA DEL CUCCIOLO”. Un pomeriggio all’insegna di utili consigli, confronto, cultura e gadgets, in collaborazione con il Dott. Flavio Pesce, Libreria Mondadori Noci e HEALTHY TASTY- Superpremium Food. Piccolo aperitivo, anche per i piccoli amici a quattro zampe offerto da D-Dog. L’invito è aperto a tutti.

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Animali e ambiente /2016/10/13/animali-e-ambiente/ /2016/10/13/animali-e-ambiente/#comments Thu, 13 Oct 2016 05:52:09 +0000 /?p=10832 NOCI – Le popolazioni di organismi che vivono in una comunità di esseri viventi in un particolare ambiente formano un ecosistema. In un ecosistema piante ed animali vivono insieme fra loro e con l’ambiente dove si trovano, allo scopo di far crescere la propria popolazione. Ogni gruppo di animali cerca un ambiente che ha delle buone caratteristiche per la loro vita. Quando un ambiente è adatto ad accogliere animali e piante diventa l’habitat, cioè il luogo migliore per vivere. Una cosa importante in un ambiente è la presenza di cibo. Per gli animali erbivori la presenza di erba, piante… per gli animali carnivori la presenza di altri animali da mangiare. Per esempio in un bosco gli uccelli rapaci mangiano gli uccelli più piccoli che mangiano gli insetti. Gli insetti mangiano le foglie delle piante. Le piante prendono con le radici le sostanze nutritive che si trovano nella terra. Questo fenomeno si chiama catena alimentare. In passato la Terra era un luogo ospitale per ogni tipo di essere vivente; oggi, invece, anche gli animali sono costretti a fronteggiare le varie forme di inquinamento antropico che hanno alterato i naturali equilibri biologici. I nostri amici animali ci fanno compagnia sin dall’origine dei tempi. Li abbiamo “usati” a nostro piacimento, sfruttando le loro capacità, dato che non possono opporsi alle nostre azioni. Tante volte li temiamo, talvolta ci prendiamo gioco di loro. Solo recentemente stiamo riconoscendo i loro diritti e la loro sensibilità. Mentre in altre culture era già radicato il rispetto degli animali così come quello per ogni essere vivente, nella cultura cattolica occorre aspettare San Francesco, santo ecologista e animalista, per riconoscere il valore di “creatura” anche agli animali. Proprio in onore di san Francesco, oggi festeggiamo il 4 ottobre la Giornata mondiale degli Animali, anche per ricordare e porre in essere le gesta del Santo che parlava con gli uccelli, salvava i pesci, rendeva amici gli uomini e i lupi, e che lodava il creato in ogni sua forma e manifestazione. Il più grande esempio della storia di come uomo e animale possano vivere in armonia, amandosi reciprocamente.

Da sempre l’uomo ha fatto un uso strumentale dell’ambiente. È un fatto che rientra nell’ordine naturale delle cose, che ci accomuna a qualsiasi altra specie: ogni essere vivente ne “sfrutta” altri per sopravvivere, dal lupo che sbrana l’agnello per cibare i suoi piccoli, agli alberi che approfittano degli insetti per assicurarsi l’impollinazione. Il semplice fatto di essere vivi significa sempre esserlo a spese di qualcun altro, dal momento che la vita si nutre di altra vita.  La Natura non ha voluto (o non ha saputo?) dotare questi ultimi della proprietà di comunicare attraverso parole. Incapace di sentire nelle loro grida e nei loro gesti la paura, il dolore, il desiderio, l’uomo si è convinto che la forza del suo intelletto gli conferisca il diritto di appropriarsi della vita di tutti gli esseri (anche non animali) che popolano l’universo.

La sopravvivenza del pianeta è legata ai comportamenti dell’uomo e in particolare al modo con cui si rapporta alla natura. Se saprà rispettarla, esisterà una speranza che la Terra possa sopravvivere; ma se l’uomo continuerà con il suo atteggiamento predatorio, verrà presto il giorno del collasso dell’intero sistema. Per quanto riguarda in particolare gli animali, gli ecologisti hanno sempre affermato che “ogni specie riveste una sua importanza, in quanto inserita in una catena alimentare, e pertanto la scomparsa di ogni specie rischia di interrompere e, quindi, distruggere tutta la catena alimentare”.

Chi ama gli animali, non è mai solo. L’animale esprime la parte più istintiva e basilare di noi stessi, la bellezza di vivere in questa Terra, la gratitudine di avere il minimo indispensabile per andare avanti. Sono certa che chi non ama gli animali e non è capace di provare compassione ed empatia nei loro confronti, non può essere in grado di amare l’uomo senza riserve e senza pretese. Luogo comune? Frase fatta? Io non credo. Gli animali non sono per tutti. Gli animali sono sempre stati, e sempre lo saranno, fondamentali per la nostra vita e per il nostro ambiente naturale. Essere loro grati e rispettarli è il minimo che possiamo fare. E’ possibile amare un animale quanto un uomo, o di più? Penso proprio che lo sia. L’amore non ha schemi, non ha regole, e non ha gerarchie. Se l’amore è fatto di comprensione, rispetto, fiducia, condivisione, allora lo si può ritrovare in qualunque essere vivente in grado di manifestarlo. E gli animali sono in grado di manifestare l’amore in tanto modi. Molti umani non lo saranno mai. Forse prendere esempio da loro, recuperare la nostra parte più elementare, migliorerebbe la nostra vita.

La lezione di San Francesco ci ricorda come sia necessario impegnarsi ogni giorno per tutelare i diritti degli animali, ancora troppo spesso calpestati. La forza del suo amore per il creato deve vivere in noi, e deve spingerci a combattere per realizzare il mondo da lui immaginato.

Daniela FUSILLO – Presidente Associazione MurgiAmbiente di Noci

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Pet Therapy: quando l’animale aiuta l’uomo /2016/08/21/pet-therapy-quando-lanimale-aiuta-luomo/ /2016/08/21/pet-therapy-quando-lanimale-aiuta-luomo/#comments Sun, 21 Aug 2016 05:35:31 +0000 /?p=9852 NOCI – Correva l’anno 1960 quando lo psichiatra Boris Levinson, nella cura dei suoi pazienti, cominciò ad utilizzare l’apporto benefico della compagnia degli animali scoprendone notevoli vantaggi terapeutici come il positivo effetto su stress, ansia e depressione.

Si definisce oggi “pet therapy” il trattamento integrativo che si fonda sull’interazione  uomo-animale mirante a determinare migliorie laddove esistano patologie e problematiche fisiche, psichiche o comportamentali. Una co-terapia, un’educazione assistita che non sostituisce bensì affianca i metodi di cura tradizionali.

L’animale, scelto in base al caso clinico specifico e alle preferenze del paziente, diventa una costante nella quotidianità del malato e lo aiuta a focalizzare l’attenzione sul deficit in un’atmosfera di condivisione.

Sebbene manchi una legge di portata nazionale, la pet therapy è riconosciuta in Italia in tutto il suo evidente potere oggettivo.

Che si tratti dell’accompagnamento di adulti o bambini, gli effetti positivi sono i medesimi: diminuzione della pressione arteriosa, riduzione dell’irrequietezza, empatia, autosufficienza, controllo di movimenti violenti, innalzamento del tono umorale. E c’è di più. Il paziente comunica con l’animale, gli parla e lo ascolta, permettendo un non indifferente sviluppo o recupero di qualità linguistiche e di esplicitazione delle emozioni.

Va da sé che le sedute di pet therapy richiedano un lavoro contestualizzato di equipe che unisca la professionalità di un medico veterinario, la sapienza del responsabile del progetto, l’esperienza di un coadiutore dell’animale e la supervisione di un educatore o infermiere o psicologo.

Fatto sta che gli animali possono aiutare a guarire.

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La natura nell’educazione a Noci /2016/06/23/la-natura-nelleducazione-a-noci/ /2016/06/23/la-natura-nelleducazione-a-noci/#comments Thu, 23 Jun 2016 09:31:59 +0000 /?p=8741 NOCI – Già all’inizio del secolo scorso Maria Montessori aveva intuito il legame speciale che esiste tra infanzia e natura cogliendone le immense potenzialità educative. Ha concretizzato ed integrato questo legame nelle sue prime Case dei Bambini e lo ha sviluppato sistematicamente ed organicamente fino al percorso educativo adolescenziale.

Nel suo primo libro “Il metodo della pedagogia scientifica applicato nelle Case dei Bambini”, pubblicato nel 1909, ha dedicato un intero capitolo a “La natura nell’educazione”, considerandola uno degli elementi più importanti da utilizzare nella realtà scolastica.

Ha riproposto lo stesso tema nel quarto capitolo del suo testo fondamentale “La scoperta del bambino” (1950) ed ha indicato proprio nelle potenzialità educative insite nel rapporto ambiente naturale-adolescenza il presupposto sul quale costruire il percorso curriculare di apprendimento per l’adolescente Montessori. Infatti il suo “Schema per una riforma della Scuola Secondaria” è denominato ed universalmente conosciuto come “ The Erdkinder-I fanciulli della terra”.

Nel nostro tempo e nell’ambiente civile della nostra società, i bambini… vivono molto lontani dalla natura ed hanno poche occasioni di entrare in intimo contatto con essa o di averne diretta esperienza”. Invece, afferma la Montessori, il bambino ha bisogno di vivere naturalmente, di “vivere” la natura e non soltanto di conoscerla, studiandola o ammirandola. E non basta introdurre l’igiene infantile, l’educazione fisica, una maggiore esposizione dei bambini all’aria libera, perché “ Il fatto più importante risiede proprio nel liberare possibilmente il fanciullo dai legami che lo isolano nella vita artificiale creata dalla convivenza cittadina”.

Ci sono ancora troppi pregiudizi, su tale argomento, perché tutti ci siamo fatti volontariamente prigionieri, e abbiamo finito con l’amare la nostra prigione e trasmetterla ai nostri figlioli. La natura si è a poco a poco ristretta, nella nostra concezione, ai fiorellini che vegetano, e agli animali domestici utili per la nostra nutrizione, pei nostri lavori, o per la nostra difesa. Con ciò anche l’anima nostra si è rattrappita…” E prosegue: “La natura, in verità, fa paura alla maggior parte della gente. Si temono l’aria e il sole come nemici mortali. Si teme la brina notturna come un serpente nascosto tra la vegetazione. Si teme la pioggia quasi quanto l’incendio”.

Per tutto questo, raccomanda la Montessori, l’educazione nella scuola deve dare al bambino “motivi di attività, e insieme conoscenze che lo interessino” perché “Il bambino, che è il più grande osservatore spontaneo della natura, ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire”. E prosegue: “Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali”.

L’Aula Verde Estiva, la consueta scuola di Educazione Ambientale proposta dalla Associazione MurgiAmbiente, sta concretamente organizzando un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali  perché nella giornata del 17 giugno scorso ha ospitato la dottoressa Linda TRISOLINI, medico veterinario, che con cura e maestria ha tenuto per i piccoli allievi un laboratorio di igiene e profilassi nella cura degli animali domestici (cane e gatto nello specifico).

Tanto interesse e molta partecipazione da parte dei piccoli allievi che, grazie alla dottoressa TRISOLINI, hanno potuto concretizzare il loro desiderio di conoscenza della natura e degli animali.

 

Daniela FUSILLO – Presidente Associazione MurgiAmbiente

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Avvistata anche a Noci la processionaria, impariamo a conoscerla /2016/04/09/avvistata-anche-a-noci-la-processionaria-impariamo-a-conoscerla/ /2016/04/09/avvistata-anche-a-noci-la-processionaria-impariamo-a-conoscerla/#comments Sat, 09 Apr 2016 05:50:52 +0000 /?p=7293 NOCI – Le temperature nel nostro territorio andranno man mano aumentando con l’avanzare della primavera. E sono sempre di più i nocesi che vogliono mantenersi in forma sfruttando l’occasione per fare una bella corsetta, o che semplicemente vogliono fare una passeggiata anche in compagnia del loro amico a quattro zampe. Oltre ai vari insetti che si risvegliano con l’arrivo della primavera, ce n’è uno a cui bisogna prestare particolare attenzione, perché può essere molto dannoso sia per l’uomo, sia per gli animali, sia per le piante. Stiamo parlando della processionaria, già avvistata in molte zone della Puglia e che anche nel nostro comune non poteva di certo far mancare la sua presenza. Sul sito processionaria.it si possono capire i rischi e i pericoli che questo insetto può provocare all’uomo e agli animali.

COS’È. La processionaria è un insetto presente nelle regioni temperate dell’Europa meridionale, del vicino Oriente e dell’Africa settentrionale e che deve il suo nome alla sua abitudine di muoversi in fila, una dietro l’altra, formando una specie di processione.

COM’È FATTA. La processionaria, come nella maggior parte degli insetti, la si può trovare nello stadio di uovo, larva e falena a seconda della stagione. La forma più pericolosa dell’insetto è nello stadio di larva. Qui si presenta come un bruco che cammina in fila indiana, sugli alberi, sui marciapiedi o sull’asfalto.

QUANDO TROVARLA. Nei mesi di agosto e settembre depone le uova che si schiuderanno dopo circa 4 settimane, lasciando il posto alle larve che dureranno fino ai mesi primaverili di aprile e maggio per poi creare il loro bozzolo, diventando delle crisalidi. Avvenuta la metamorfosi, la processionaria esce dal bozzolo nel mese di luglio e agosto, diventando così falena. E da qui il ciclo ricomincia.

DOVE TROVARLA. La pianta preferita dalla processionaria è il pino, ma è possibile trovarla anche sui larici, sui cedri e anche sulle querce. A Noci è possibile che si annidi nella Villa Comunale, nell’ospedale, in Via Scotellaro (nei pressi dell’asilo), nella zona nei pressi della statua di Padre Pio (come Via Giuseppe di Vittorio, Via Tommaso Fiore e Via Giustino Fortunato) e in tutte quelle aree in cui è presente un pino, o uno degli altri arbusti citati prima. Questo non vuol dire che tutte queste zone presentano la processionaria, ma sono esposte maggiormente al rischio che sui rami degli alberi siano presenti uova e larve.

QUALI DANNI PROVOCA ALL’UOMO… La processionaria non risparmia nessuno. È infatti un parassita per le piante su cui vive, ma sono l’uomo e gli animali i soggetti più a rischio. Come è stato già detto, la processionaria provoca danni nella sua fase di larva, e molto pericolosi sono i peli presenti sul loro corpo che possono staccarsi molto facilmente, sia se vengono toccati o sotto l’azione del vento. I peli provocano una reazione urticante causando: eruzioni cutanee con forti pruriti se a contatto con la pelle, congiuntivite se a contatto con gli occhi, irritano le vie respiratorie se vengono inalati e provocano un’infiammazione della mucosa di bocca e intestino se vengono ingeriti.

…E AGLI ANIMALI. Sugli animali, una particolare attenzione va posta su cani e cavalli che brulicando l’erba hanno più possibilità di ingerire i peli della concessionaria. Può provocare intensa salivazione, un’infiammazione acuta, un ingrossamento patologico, perdita di vivacità, febbre, rifiuto del cibo e altri sintomi, specie se in contatto con la lingua dove si può arrivare a perderne alcune porzioni.

Quindi se dovesse essere avvistata e riconosciuta, allertando le autorità competenti, si provvederebbe a una disinfestazione della zona per la messa in sicurezza di tutti coloro che decidono di sfruttare queste calde giornate primaverili per fare una passeggiata senza incorrere in particolari pericoli.

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