LEGGI NOCI » attore Fri, 02 Feb 2018 11:23:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » attore 32 32 In&Out il meglio e il peggio della settimana /2016/10/29/inout-il-meglio-e-il-peggio-della-settimana-37/ /2016/10/29/inout-il-meglio-e-il-peggio-della-settimana-37/#comments Sat, 29 Oct 2016 08:49:38 +0000 /?p=11151 NOCI – Anche questa settimana, quando la settimana volge al termine “magicamente” per il vostro diletto di attenti lettori ci siamo, eccovi sfornata la rubrica più letta. Il vostro calore, ci appaga, le vostre critiche ci spronano. Questa settimana sul podio poniamo due virgulti nocesi di belle speranze: Sara Scialpi e Vittorio Goffredo. Giù dal podio i furbetti dell’associazione sportiva dilettantistica AIRONE.

 

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IN – Piccoli talenti crescono. Sembra che Noci negli ultimi tempi sia divenuta terreno fertile per la nascita di futuri artisti. Dal canto alla recitazione passando dalla danza la generazione 2.0 nocese sembra votata alla massima espressione artistica. Notizia di questi giorni è che Sara Scialpi, 14 anni è stata ammessa a frequentare l’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Il traguardo raggiunto è solo il primo step di una (auguriamoci) splendida carriera. Nonostante la giovane età la ballerina nocese vede coronare il suo sogno, infatti dopo anni di scuola, ha superato le audizioni per l’accesso ad una delle più importanti scuole d’Italia. Sulle punte si balla, ma piedi ben piantati a terra, la giovane Sara, infatti ha dichiarato “sono molto soddisfatta del risultato raggiunto e felice di avere coronato questo sogno, adesso mi toccherà lavorare sodo e portare a termine questo percorso che ho intrapreso”. Brava Sara dimostri saggezza, noi intanto ti auguriamo un futuro ricco di soddisfazioni e tifiamo per te.

Vittorio Goffredo, ventenne con un talento innato per la recitazione.  È l’altro personaggio che issiamo sul podio della nostra rubrica. Ha scritto e portato in scena (presso il teatro Gabrieli) “Mi chiamo Albert”, monologo liberamente ispirato al film “Il discorso del Re” pellicola che sottolineava la problematica figura del regnante inglese Giorgio Vl, affetto da balbuzie. Lo spettacolo è stato un successone, standing ovation meritata. Ora il buon Vittorio sta frequentando a Milano un’accademia di spettacolo e recitazione cinematografica. In bocca al lupo e auspichiamo una splendida carriera da attore.

 

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OUT – Accade anche questo.  A Noci, un’operazione congiunta, di carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, porta alla scoperta che in quella che doveva essere la sede di un’associazione sportiva dilettantistica la “AIRONE”, c’era, invece una casa di riposo. Immediatamente i militari hanno provveduto ad apporre i sigilli, infatti dalle prime indagini effettuate sembrerebbe che nella villetta “trasformata” in “Casa di riposo”, fosse sprovvista di qualsiasi autorizzazione, nonostante al momento della visita dei militari vi fossero quattro nonnini del tutto ignari e due operatrici socio-sanitarie, intente ad accudire gli ospiti.

In tempo di crisi dove il lavoro è una pura chimera e spesso tocca “inventarselo” accade anche questo. Apprezzandone solo l’originalità, ma l’ OUT, caraassociazionesportivadillettantista Airone, è tutto meritato. Richiedere qualche autorizzazione…no? Eureka ci siamo era un circolo ricreativo dove i “vecchietti” giocano a bocce…poi stanchi si fermavano li a dormire. Finalmente, abbiamo svelato l’arcano. Peccato che i “solerti militari” non siano dello stesso avviso.

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Il curioso caso dell’Oscar a Leonardo DiCaprio /2016/03/12/il-curioso-caso-delloscar-a-leonardo-dicaprio/ /2016/03/12/il-curioso-caso-delloscar-a-leonardo-dicaprio/#comments Sat, 12 Mar 2016 06:32:47 +0000 /?p=6751 NOCI – 28 febbraio 2016, Los Angeles. In Italia è notte fonda quando presso il Dolby Theatre, durante l’88esima edizione dei premi Oscar, Leonardo DiCaprio finalmente impugna la sua statuetta.

Dopo ben cinque nomination senza alcun riconoscimento, dopo un tormentone durato anni e dopo innumerevoli scommesse tra i cinefili, il 41enne artista statunitense ha vinto il tanto sudato riconoscimento come miglior attore protagonista per la sua interpretazione in “The Revenant – Redivivo“, il film scritto e diretto da Alejandro González Iñárritu.

In un’ambientazione invernale, nel nord degli Stati Uniti, nei primi decenni del 1800, Revenant è la storia di una spedizione di cacciatori di pelli che, durante il viaggio diretto a raggiungere il proprio fortino, vede la sua guida Hugh Glass essere ridotta quasi in fin di vita da un orso. Tutta la pellicola racconta il tentativo dell’eroico protagonista di sopravvivere alle intemperie, a compagni spietati e a disavventure capitate.

Un film che si lascia sicuramente guardare per la spettacolarità del panorama sfondo, per le musiche scelte molto coinvolgenti e per i temi politici che risultano essere fili conduttori e più o meno latenti dell’intera trama. Ma in tutto questo DiCaprio pronuncerà pochissime battute sparse qua e là in ben 156 minuti di proiezione. Una pesantezza inaudita e un gemito continuo che, nonostante tutto, gli hanno permesso di guadagnare l’Oscar.

Ed è qui che sorge la riflessione. Come quando un diligente figliolo che ottempera a tutti i suoi doveri di bravo scolaretto e per regalo gli si compra il giocattolo desiderato: così Leonardo prende l’Oscar perché doveva averlo, prima o poi glielo si doveva dare.

Senza alcuna ipotesi di dubbio, Redivivo non è il miglior film di DiCaprio. Probabilmente la mediocrità dei candidati concorrenti ha giocato in suo favore ma io, al posto suo, ne sarei offesa.

Davvero eccezionale piuttosto è stato il suo ruolo in Titanic, dove giovanissimo, aveva già dimostrato di saper fare il suo mestiere. O in Shutter Island, quando, interpretando magistralmente un malato di mente, Leonardo lasciava tutti a bocca aperta. Non è da meno il suo personaggio ne Il grande Gatsby nè la sua cattivissima ed esemplare recitazione in Django Unchained. Ecco, è per questi film che avrebbe meritato i più famosi premi che il mondo del cinema prevede.

In ogni caso è andata così. L’Oscar alla carriera più che al suo ultimo ruolo interpretato è arrivato. E per riprendere il messaggio religioso che emerge lapalissiano in Revevant: Leonardo, hai vinto per volontà di Dio.

 

(Foto fonte: Huffingtonpost.it )

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