LEGGI NOCI » informazione Thu, 27 Jul 2017 14:24:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » informazione 32 32 Fake news e post-verità, l’informazione ai tempi del web /2017/06/18/fake-news-e-post-verita-linformazione-ai-tempi-del-web/ /2017/06/18/fake-news-e-post-verita-linformazione-ai-tempi-del-web/#comments Sun, 18 Jun 2017 05:45:05 +0000 /?p=15470 NOCI – L’informazione al tempo del web può cadere in facili scivoloni dando notizie sbagliate se non addirittura fasulle. In alcuni casi omette passaggi oggettivi. Saper scindere tra notizie pubblicate da testate giornalistiche affermate ed altri siti internet è prerogativa fondamentale per scegliere la buona informazione.

Ne sono conviti i protagonisti del dibattito “Informazione e fake news” svoltosi il 9 giugno scorso nel chiostro di San Domenico all’interno del Piccolo festival della Parola. Sul palco il giornalista Rai Enzo Quarto (Circolo delle Comunicazioni sociali Vito Maurogiovanni), Adelmo Monachese (Lercio.it), Giuseppe Di Caterino (consulente politico) e Fabio Traversa (Blogo, scrive su Reality&Show, Tvblog.it e Soundsblog.it), concordano nel verificare le fonti prima di pubblicare una notizia e amplificarla a mezzo social.

In maniera particolare Monachese sottolinea, quasi difendendosi, come il giornale che rappresenta non sia divulgatore di fake news, ovvero di notizie false, ma più che altro di una parodia degli stessi giornali. “Il compito di noi blogger che ci occupiamo di tv – ha ricordato invece Traversa – è da un lato impegnativo e intenso perché dobbiamo aggiornare più volte nel corso della giornata i siti con le innumerevoli notizie che arrivano dalla rassegna stampa, dalle agenzie o dai programmi in onda e dall’altro particolarmente delicato perché dobbiamo unire la rapidità degli aggiornamenti alla verifica delle fonti e alla prudenza in ciò che pubblichiamo, specialmente se ci sono notizie riguardanti processi giudiziari, privacy delle persone o dichiarazioni che rischiano di sfociare nella diffamazione. Il rischio di incappare in fake news è concreto, se accade lo si deve dichiarare con onestà, ammettere l’errore e rimediare con un update correttivo. Ma c’è chi, invece, ricorre a priori ad alcuni trucchetti poco leciti”.

Esempi citati di fake news sono quelli relativi alla morte di qualche personaggio famoso o televisivo risalente a qualche anno fa, oppure di più recente mistificazione, le notizie relative alla Brexit e alle elezioni USA. L’obiettivo rimane l’accuratezza nella scelta delle fonti per fare buona informazione e non farsi vincere dalla velocità di pubblicazione solo per ricevere qualche like in più.

Senza andar lontano la stessa cosa accade anche per la stampa locale che ormai tanto locale non lo è più visto il proliferare di siti web d’informazione e conseguente collegamento con i social network che permette un filo diretto col mondo intero. Ed è proprio sulle agorà virtuali che invece prende piede il secondo filone del dibattito moderato dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Valentino Sgaramella legato alla post-verità, termine con il quale si intende il superamento della verità fino al punto di determinarne la perdita di importanza dando spazio ai lati emozionali e sensazionalistici della stessa. Pur provenendo dall’ambito politico, il termine post-verità, dal quale neanche il sindaco Nisi si è esentato dal pronunciarlo durante un dibattito social, è stato tanto utilizzato da essere inserito all’interno dell’Oxford Dictionaries 2016.

Come fare allora per difendersi dalle fake news e non cadere nelle trame della post-verità? Come riporta Sky Tg24, Craig Silverman, esperto di fact-checking e giornalista di Buzzfeed, ha creato un elenco di 6 semplici cose da fare per verificare una notizia:

Controlla l’URL: spesso non ce ne accorgiamo, ma il sito su cui stiamo cliccando è una copia di uno più famoso, tipo “La Gazzetta della Sera”, “Rebubblica”, “Il Fato Quotidiano”;

Leggi la pagina “Chi Siamo”: molti siti che diffondono “fake news” spesso hanno un disclaimer in cui indicano che si tratta di un sito di satira;

Occhio alle dichiarazioni: se provengono da una persona nota, basta selezionare la frase e lanciare una ricerca su Google tra virgolette. In questo modo si può controllare se le stesse parole sono state riprese anche da altre fonti; in caso contrario, meglio approfondire;

Segui i link: per vedere se effettivamente ti porta alla fonte che dice di linkare oppure no; in generale, è meglio essere diffidenti degli articoli che hanno pochi (o nessun) link;

Fai una ricerca inversa delle immagini: basta andare su Google Immagini e caricare un’immagine sospetta per scoprire se è stata già pubblicata altrove o se si riferisce a un altro evento;

Cautela: “Se una storia sembra troppo bella per essere vera, oppure ti provoca una forte reazione emotiva, è meglio calmarsi per un momento”, è il consiglio finale di Silverman.

 

Per chi invece con le notizie ci lavora ogni giorno tutti i colleghi sono concordi nel seguire le regole della deontologia e soprattutto il buonsenso.

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L’informazione a servizio della comunità /2016/12/04/linformazione-a-servizio-della-comunita/ /2016/12/04/linformazione-a-servizio-della-comunita/#comments Sun, 04 Dec 2016 06:53:17 +0000 /?p=11846 NOCI – È già passato un anno da quando questa piccola realtà editoriale ha cominciato a pubblicare i primi articoli. Una redazione giovane, tante idee, poca esperienza, ma molta voglia di mettersi in gioco e cercare di fare qualcosa di buono per la propria comunità.

È nato così Legginoci.it, dalla passione e dalla volontà di giovani ragazzi, di adoperarsi nel campo certo non facile dell’informazione con l’intento di rendere edotta la cittadinanza su quello che accade in paese senza timori reverenziali verso chicchessia, senza paura. È evidente che l’informazione al giorno d’oggi sta subendo modifiche radicali, e il mondo della comunicazione e dell’editoria sono alla spasmodica ricerca di nuovi canali di comunicazione di massa. Internet è stata la vera ed autentica scoperta rivoluzionaria della fine del secolo scorso, mentre i social network lo sono per l’inizio di questo nuovo millennio. Sono lontani i tempi delle rotative, dei giornali notturni, dei giornalisti che in Fleet Street incontravano la peggior feccia di Londra pur di avere le anteprime sulle notizie che sarebbero dovute uscire il giorno dopo, oppure per incastrare il potente di turno.

Oggi sembra che il lavoro del giornalista venga equiparato a quello di un impiegato qualunque. Giacca e cravatta, in redazione, dietro il pc, in attesa di qualche agenzia. Eppure c’è chi sulla strada va ancora, chi consuma la suola delle scarpe. Sono i giornalisti locali. I primi a raccontare quello che accade attraverso la testimonianza viva, quelli che anche quando “non c’è nessuno” loro ci sono, quelli che non hanno orario e saltano i giorni di festa, perché è festa per gli altri, non per loro. Quelli che non hanno le agenzie a passare le informazioni perchè sono essi stessi l’agenzia. Quelli che devono fare da sé e si fanno in tre (alle volte anche in quattro o in cinque) pur di seguire tutti gli eventi in contemporanea per dare la giusta informazione e non far mancare nulla ai propri lettori. Quelli che al grido “i giornalisti sono loschi, brutti e cattivi”, non sanno che lo stanno facendo anche per chi grida.

I cronisti locali hanno il dovere sacrosanto di raccontare la verità che vedono e vivono tutti i giorni nella propria città, questa amata città da dove tutti fuggono perché non ha prospettive ed incontra il favore di quei pochi rancorosi che per amor di patria e di terra si legano a Noci. Non importa dove gli altri vanno o si rifuggono, la vera sfida è qui. I giovani talentuosi devono sempre avere una chance per proporsi e per dimostrare quanto valgono. Un grazie enorme va dunque al direttore responsabile Francesco Giuseppe Moretti che seppur distante è sempre con noi a guidarci e a spronarci, a dire che ce la possiamo fare. Alla redazione tutta: da Stefano Impedovo, a Giandomenico Oliva, passando per Giada Intini e Simona Intini, a Monica Quarato. Tutti ragazzi volenterosi e desiderosi di mettersi in gioco. Chi più, chi meno, ognuno di loro fa la propria parte, e ha fatto fare a Legginoci.it la differenza. Lo dicono i numeri.

Al di là della matematica e della retorica grazie anche a tutti i critici, perché con le loro invettive, talvolta al limite dell’offesa, ci guidano verso un’informazione migliore. Ciò che contraddistingue questa redazione è l’educazione, il rispetto, il dialogo, quello che dovrebbe essere normale e che invece non lo è. Questa redazione sin dalla sua fondazione è stata da sempre osteggiata, aggredita, screditata e posta ai margini, senza però darsi mai per vinta. Per questi motivi Legginoci.it continuerà tutti i giorni a fare quello che ha sempre fatto da un anno a questa parte rendendo l’informazione giornalistica un servizio alla comunità, con chiarezza, con educazione, con rispetto.

Auguri LeggiNoci, che gli anni a venire siano all’insegna della buona informazione e della libertà di pensiero e di parola.

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Carenza dei lettori: Giuseppe Basile spiega le cause e le possibili soluzioni /2016/10/30/carenza-di-lettori-giuseppe-basile-spiega-le-cause-e-le-possibili-soluzioni/ /2016/10/30/carenza-di-lettori-giuseppe-basile-spiega-le-cause-e-le-possibili-soluzioni/#comments Sun, 30 Oct 2016 07:05:14 +0000 /?p=11173 NOCI – Abbiamo già preso atto del fatto che in Italia si legga poco, specie in Puglia che nelle statistiche dell’Istat risulta penultima per numero di lettori. Ma quali sono le ragioni di questo scarso interesse verso la lettura? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Basile, direttore della Biblioteca Comunale di Noci.

«Oggigiorno, un grosso problema è che si legge poco e soprattutto male, perché saper leggere bene è propedeutico ad un vero apprendimento. Infatti secondo le statistiche, in Italia c’è molto analfabetismo di ritorno. Molti adulti hanno perso le capacità di apprendimento e di fare sintesi di quello che leggono e i mass media non contribuiscono ad invertire questo processo, poiché si dà l’informazione a pillole con prevalenza delle immagini. Certo un’immagine può essere ricca di significato anche molto più di uno scritto, ma questa non deve diventare una regola» racconta Giuseppe Basile, sottolineando che tale situazione ha ripercussioni negative non solo dal punto di vista economico, poiché anche i giornali cartacei vendono meno, ma soprattutto sulla qualità della vita, «perché la gente si informa sempre meno, i comportamenti sono meno consapevoli, si inseguono le mode e quindi diventiamo malleabili e meno consapevoli».

Ma la colpa non è solo delle nuove tecnologie o della televisione che ci bombarda facendoci perdere la vera capacità di ascoltare, ma anche di chi pensa di investire nella cultura e in realtà ottiene altri risultati. A tal proposito Basile sostiene: «Bisogna prendere atto che in Italia la lettura è un diritto che in linea di massima non è garantito e che gli investimenti che si fanno in tal senso sono in massima parte sbagliati e, pertanto, infruttuosi. La regione spende molti soldi per eventi turistici convinta che stia facendo cultura, ma in realtà è solo un modo per attirare turisti, poiché specie nei festival letterari, i contesti che si vengono a creare non sono ideali per apprendere davvero qualcosa e non producono alcun risultato in termini di aumento della lettura e della vendita dei libri».

A risentire maggiormente della gravità di questa situazione sono le biblioteche che non godono di alcuna garanzia. Esse infatti, non hanno più i fondi, gli spazi, e i beni necessari ad offrire un buon servizio ai cittadini. «Forse dovremmo prendere atto che la situazione della lettura in Italia è compromessa. Ma ciò non significa che dobbiamo rassegnarci. Vuol dire che forse sta diventando inutile disperdere risorse economiche e umane per coinvolgere il pubblico adulto. Conviene a questo punto investire con convinzione, con costanza e coordinamento sulle nuove generazioni. Sui bambini e sui ragazzi» afferma Basile.

Infatti, la Biblioteca Comunale di Noci continua tutt’oggi ad avviare progetti in collaborazione con le scuole, specie con quelle dell’infanzia e le elementari, al fine di promuovere la lettura ad alta voce che favorisce comprensione, memoria, maggiori capacità espressive e relazionali e formazione della personalità. «Al contrario di ciò che pensiamo, la scuola italiana non è così male come sembra, specialmente quella dell’infanzia, media e primaria, perché ci sono molti insegnanti che si sacrificano vivendo l’insegnamento come una missione e promuovono progetti nell’ambito della lettura con risultati positivi nei ragazzi che raccolgono quello che gli insegnanti seminano».

Quanti sono i nocesi che frequentano la Biblioteca Comunale?

Fino al 30 settembre 2016 la Biblioteca Comunale nocese ha registrato 4697 consultazioni in sede e 2660 prestiti di libri a domicilio. Inoltre, ha acquisito e inventariato circa 1700 pubblicazioni: di queste circa 1500 sono state catalogate e già messe a disposizione dei frequentatori. Il gran numero di acquisizioni deriva anche dall’ottimo successo della campagna “Regala un libro alla tua biblioteca”.

Per quanto riguarda il prestito a domicilio durante il 2015 l’età media è stata di 26,6 anni. Le maggiori richieste sono state di ragazzi fino a 14 anni (37,6%), seguiti da adulti oltre i 39 anni (25,8%), da giovani tra i 20-29 anni (15,5%), tra i 15-19 anni (14%) e tra i 30-39 anni (7,1%). Inoltre, è emerso che tra questi, in maggioranza sono scolari e studenti (62,5%), seguiti da lavoratori dipendenti (13,5%), casalinghe, pensionati e altro (12,5%), disoccupati (6,2%) e lavoratori autonomi (5,3%).

«Tutto sommato la biblioteca riesce ad essere il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione, o almeno si sforza di esserlo, e svolge un ruolo importantissimo nello stimolare la pratica della lettura» conclude Basile, aggiungendo: «Leggere è un’attività fondamentale per l’essere umano. È apprendimento, formazione permanente, coinvolgimento emotivo, diletto; è finestra aperta sul mondo e sulla comprensione di esso, è continua “costruzione di significati”.  La lettura è un diritto. Sollecita la sfera razionale ed emotiva dell’uomo, stimola la mente permettendole di immaginare mondi diversi, di proiettarsi in luoghi ed epoche lontane nel passato o nel futuro. In qualche modo la lettura può essere considerata come una sorta di teletrasporto».

Foto copertina tratta dalla pagina Facebook  della Biblioteca Comunale di Noci

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Il Clan del Pino presenta una tavola rotonda sul valore dell’informazione locale /2016/05/22/il-clan-del-pino-presenta-una-tavola-rotonda-sul-valore-dellinformazione-locale/ /2016/05/22/il-clan-del-pino-presenta-una-tavola-rotonda-sul-valore-dellinformazione-locale/#comments Sun, 22 May 2016 09:36:51 +0000 /?p=8072 NOCI – Qual è la situazione dell’informazione a Noci? È questa la domanda a cui Il Clan del Pino – Agesci Noci 1 ha tentato di dare una risposta ai cittadini attraverso l’incontro “Informare Informati”, tenutosi venerdì 21 maggio 2016 all’interno della sala convegni della chiesa SS. Nome di Gesù. Attraverso l’evento si è voluto discutere sui dati raccolti attraverso un sondaggio che il gruppo scout nocese ha posto a tutti i cittadini chiusosi nel marzo scorso, interrogandosi sulla qualità dell’informazione che i giornali locali offrono al paese. E sulla base di questi dati è stata allestita una tavola rotonda invitando i vari direttori delle 4 testate giornalistiche: Nicola Simonetti, poi Francesco Leone, per Noci Gazzettino, Gianni Tinelli per LeggiNoci, Maria Teresa Notarnicola per Fax Settimanale e Beppe Novembre per Noci24.

“Testimoniare la verità per informare la città” è stato il titolo scelto per i dati raccolti che hanno visto un campione di 60 persone scientificamente e statisticamente non significativo degli oltre 14mila nocesi compresi tra i 14 e i 69 anni, i quali attraverso i social e i giornali online, si ritengono abbastanza informati sulle vicende di Noci. Tutte le testate locali sono conosciute, ma queste però non soddisfano i cittadini votanti, chiedendo di migliorare la qualità della notizia e l’imparzialità degli articoli, realizzando maggiori inchieste. E proprio sulle problematiche che ci sono sulla informazione nel nostro paese sono state esposte delle domande dove ogni testata ha potuto dire la propria.

Tutte le testate si sono trovate d’accordo sull’utilità dell’evento e sul tipo di dibattito che si è andato a creare, con delle risposte che tutti gli esponenti dei giornali si aspettavano, nonostante il piccolo campione di cittadini che si è prestato a rispondere e che non rende l’idea di quanto effettiva sia la domanda dell’informazione a Noci. Altri punti di confronto sono stati una differenziazione tra informazione e comunicazione, una somiglianza tra articoli e comunicati stampa, i vari punti di forza e di debolezza di ciascun giornale e la scelta tra qualità della notizia e quantità delle notizie. Ne è nato quindi un acceso dibattito sul confronto tra le varie testate e i cittadini presenti, i quali hanno potuto capire cosa significa far parte di un giornale locale, cosa significa scrivere un articolo, cosa significa ricercare una notizia e come queste vengono scelte, pubblicate e condivise sui social.

L’incontro è stato un primo passo per un dibattito più grande, dove si può davvero fare il punto della situazione sull’informazione nocese, con i sui pregi e i suoi difetti, magari offerto a un pubblico più vasto anche con la collaborazione tra gli scout del Clan del Pino e le quattro testate giornalistiche.

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