LEGGI NOCI » madonna della scala Mon, 17 Jul 2017 09:51:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » madonna della scala 32 32 Madonna della Scala: la comunità monastica festeggia San Benedetto con Mons Intini /2017/07/13/madonna-della-scala-la-comunita-monastica-festeggia-san-benedetto-con-mons-intini/ /2017/07/13/madonna-della-scala-la-comunita-monastica-festeggia-san-benedetto-con-mons-intini/#comments Thu, 13 Jul 2017 05:55:16 +0000 /?p=15984 NOCI – Con una manifestazione sobria la comunità benedettina della Madonna della Scala ha festeggiato l’11 luglio il suo monaco fondatore San Benedetto da Norcia. Una messa sublimata dalla presenza di Mons Giovanni Intini, vescovo di Tricarico originario di Noci e molto legato alla sua città natìa che ne ha officiato la messa accompagnato dal Padre Abate.

madonna-scala-san-benedetto-mons-intiniUna santa messa molto partecipata quella svoltasi martedì all’interno dell’abazia nocese che Padre Abate Giustino Pege ha sottolineato come «un legame molto forte tra la comunità benedettina e la cittadinanza nocese». Legame e rapporto tra uomo e dio, e tra persone è stato il filo conduttore su cui si è basata l’omelia di Mons Giovanni Intini. Sulla base della Seconda Lettura di San Paolo, il vescovo nocese di Tricarico ha sottolineato il rapporto di figliolanza tra Dio e Gesù che rimanda ai rapporti famigliari coevi, «la relazione con dio non toglie la libertà dell’uomo ma tende a potenziare l’esistenza dell’uomo, una relazione che si basa su accoglienza, custodia, e ascolto. Accoglienza, quella parola che Dio sussurra all’uomo, custodia della parola di Dio, e l’ascolto che significa pazienza. E l’obiettivo di questa relazione qual è? Scoprire il timore del Signore e la conoscenza di Dio. Il timore del Signore ovvero non è la paura di Dio ma l’equilibrio della relazione uomo-Dio dove l’uomo è sempre accogliente nei confronti di Dio e Dio è sempre delicato nei confronti dell’uomo. Allora l’obiettivo è vivere in questo scambio amoroso. In questo percorso l’uomo si avvicina alla conoscenza di Dio».

Mentre su San Benedetto: «sulla conoscenza di Dio San Benedetto ha costruito la sua proposta di vita non solo per i suoi monaci, ma nei confronti di tutti. Non dobbiamo dimenticare che San Benedetto è il patrono di Europa e questo elemento ci fa pensare come il nostro continente, per antonomasia cristiano, ha perso il vigore di questa qualità della vita perché vive un tragico tramonto della propria fede».

Mons. Intini chiude la sua omelia con un rimando alla regola benedettina per eccellenza e uno sguardo al futuro. «Ora et labora – dice – non può essere valutata solo come “prega e lavora”, ma deve porgere anche attenzione all’oggi, operare per progettare una storia nel futuro di Dio. Un insegnamento quello di San Benedetto che ha attraversato i secoli ma che rimane di stretta attualità».

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Vicenti dona due opere alla Madonna della Scala /2017/04/01/vicenti-dona-due-opere-alla-madonna-della-scala/ /2017/04/01/vicenti-dona-due-opere-alla-madonna-della-scala/#comments Sat, 01 Apr 2017 17:10:06 +0000 /?p=13931 NOCI – Continua il percorso artistico legato all’arte sacra di Carlo Vicenti. Dopo l’apertura della mostra “Neumi” presso la pinacoteca diocesana di Conversano a cui a breve si recherà anche il vescovo Giuseppe Favale, giovedì l’artista è stato ospite dell’abazia della Madonna della Scala.

Qui ha incontrato il nuovo padre abate Giustino Pege osb a cui l’artista nocese famoso per il “blu vicentiano” ha regalato una Croce Pettorale in rame. Al monastero e a tutti i benedettini che popolano la comunità è invece dedicata l’opera “Calvario”, con base in pietra murgiana e tre croci in rame.

«Come sei dinamico ed eclettico» sarebbe stato il commento di Pege. «È un omaggio a lei che è qui da poco e a tutta la comunità», ha risposto Vicenti.

I due si sono poi accompagnati insieme alla comunità monastica ad un momento conviviale.

Croce Pettorale e Calvario
Croce Pettorale e Calvario
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Pege Abate dell’abazia della Madonna della Scala: “Noci ora sarà la mia nuova famiglia” /2017/03/27/pege-abate-dellabazia-della-madonna-della-scala-noci-ora-sara-la-mia-nuova-famiglia/ /2017/03/27/pege-abate-dellabazia-della-madonna-della-scala-noci-ora-sara-la-mia-nuova-famiglia/#comments Mon, 27 Mar 2017 08:33:06 +0000 /?p=13819 NOCI – Ha avuto luogo nella calda mattinata dello scorso 25 marzo la benedizione abbaziale di padre Giustino Pege osb, ordinato nuovo Abate dell’abazia della Madonna della Scala, divenendo ufficialmente la nuova guida della comunità benedettina nocese.

La cerimonia è stata arricchita da una santa messa, celebrata all’interno del plesso monastico, presieduta dal vescovo della diocesi Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale, alla presenza dei parroci delle parrocchie nocesi, del neo vescovo di Tricarico Mons. Giovanni Intini, di numerosi padri Abati convenuti da diverse comunità monastiche italiane, dei familiari del neo Abate, delle autorità civili e militari e dell’intera comunità nocese, e dell’Arciabate, nonché predecessore di Pege alla guida del monastero benedettino nocese Donato Ogliari.

Il rito di benedizione ha seguito tutte le fasi previste dall’antica tradizione monastica, culminando con la consegna dell’anello, simbolo di fedeltà nei confronti del Signore, della Chiesa e della vita monastica che si accinge ad accogliere padre Giustino come nuovo custode spirituale, proprio come affermato da Mons. Favale: «Inizia ora il tuo delicato compito di custode della comunione fraterna di questa comunità. Questa abazia è un cuore che pulsa, è un luogo dove si sperimenta la fraternità e ci si sente a casa. Vieni qui con la ricchezza della tua umanità e con il bagaglio di una vita monastica matura e gioiosa».

Nel corso della celebrazione, è intervenuto il sindaco Domenico Nisi, che con grande gioia, affetto, stima e fraternità ha voluto accogliere a nome di tutta la comunità nocese padre Giustino Pege come nuova guida della nostra preziosa abazia benedettina.

Inoltre, prima di concludere la santa messa ed accedere al ricco buffet allestito all’interno del chiostro adiacente la chiesa, con grande umiltà ed emozione padre Giustino Pege ha voluto ringraziare il Signore che lo ha sostenuto nel suo percorso monastico, tutti i presenti accorsi per condividere con lui questo momento di festa, gli amici che hanno fatto molta strada per essere presenti in questo giorno così importante, e soprattutto la sua famiglia, dalla quale ha imparato il vero significato del volersi bene, dell’accoglienza e del perdono.

Infine, in vista del lungo percorso che d’ora in poi lo attende in questa nuova comunità, ha affermato: «Noci ora sarà la mia casa, la mia nuova famiglia, il luogo degli affetti, della condivisione fraterna e del servizio incondizionato ai fratelli benedettini che Dio mi ha affidato. Questa celebrazione non la sento solo mia, ma piuttosto come la festa del monastero. La vera protagonista di oggi è la comunità monastica di Noci.  Non so se riuscirò ad essere un buon Abate, se riuscirò a rispondere alle aspettative e alle necessità di questa mia nuova famiglia ma vi assicuro che lo desidero fortemente».

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Benedizione abbaziale di Giustino Pege osb /evento/benedizione-abbaziale-di-giustino-pege-osb/ /evento/benedizione-abbaziale-di-giustino-pege-osb/#comments Sat, 25 Mar 2017 09:30:00 +0000 /?post_type=tribe_events&p=13731 NOCI – La comunità benedettina del monastero della Madonna della Scala di Noci annuncia l’elezione del suo nuovo abate. Padre Giustino Pege osb riceverà la benedizione abbaziale da Mons. Giuseppe Favale, vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, sabato 25 marzo 2017 alle 10.30, durante la santa messa. La cerimonia è aperta al pubblico.

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L’alluvione distrugge, i benedettini recuperano, il Mibact ringrazia /2017/03/09/lalluvione-distrugge-i-benedettini-recuperano-il-mibact-ringrazia/ /2017/03/09/lalluvione-distrugge-i-benedettini-recuperano-il-mibact-ringrazia/#comments Thu, 09 Mar 2017 17:01:26 +0000 /?p=13529 NOCI – Nei giorni scorsi il direttore generale delle biblioteche e istituti culturali presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Rossana Rummo, ha inviato una lettera al monastero della Madonna della Scala di Noci ringraziando i monaci benedettini per il grande lavoro di restauro svolto su alcune opere colpite dall’alluvione del 1966 a Firenze.

Il 4 novembre è una data che i fiorentini non potranno mai dimenticare. L’ondata di maltempo che colpì l’Italia settentrionale non risparmiò la Toscana. La notte tra il 3 e il 4 novembre 1966 l’Arno straripa invadendo la città di Dante. 35 i morti, centinaia i feriti, nascono Gli Angeli del Fango, prima forma di volontariato non istituzionale. L’esondazione non risparmiò neanche le opere d’arte di cui la città può fregiarsi il vanto di esserne strapiena. “Notte da incubo” intitolarono i giornali dell’epoca, molte delle opere soprattutto pergamene e libri (per non contare i quadri) furono in un primo momento definite “irrecuperabili”.

Oggi, a distanza di 50anni da quella notte, molte di quelle opere sfregiate dall’alluvione sono state recuperate. Ai monaci benedettini della Madonna della Scala sono stati affidati alcuni volumi del XVII e XVIII secolo provenienti dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Al laboratorio di restauro dell’abazia nocese l’arduo e delicatissimo compito di restaurarli. “Oggi – scrive la Rummo – grazie alla preparazione, alla perizia e alla capacità tecnica dei restauratori presenti nel Laboratorio, sono ora nuovamente a disposizione degli utenti”. Un buon biglietto di benvenuto per il prossimo padre abate Giustino Pege che si insedierà il 25 marzo prossimo.

Non da meno è la soddisfazione del senatore di Direzione Italia componente della VII Commissione cultura al Senato Piero Liuzzi. «Sono entusiasta del lavoro di sensibilizzazione svolto – scrive Liuzzi in una nota alla stampa – Innanzitutto, sono convinto che l’opera di informazione e di formazione da me svolta presso il MIBACT in merito al riconoscimento ottenuto, trova giustificazione nella doverosa percezione del monumentale lavoro dei monaci restauratori di Noci che altrimenti sarebbe stata consegnata all’oblio. È nella natura del monachesimo la sobrietà, ma contribuire a diffondere la grandezza dell’operato dei benedettini della Scala a favore della cultura mondiale conseguente al difficile recupero dei volumi alluvionati di Firenze significa anche, e soprattutto, contribuire a diffondere nella società contemporanea valori, emblemi ed esempi virtuosi. Spero che le giovani generazioni di Noci guardino con interesse ed emulazione a quei valori facendoli propri. L’attestazione giunge in concomitanza dell’insediamento del nuovo Superiore dell’abbazia. Un segno di benevolenza da parte del sottosegretario Antimo Cesaro che ringrazio per la sensibilità mostrata. Penso che rappresenti il viatico per l’abate Pege a percorrere strade – di certo solide, adeguate ai tempi ed anche nuove – che riaffermino la luminosa storia del cenobio nocese per la crescita spirituale e materiale delle comunità nocese e pugliese».

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Padre Giustino Pege nuovo Abate della Madonna della Scala /2016/12/19/padre-giustino-pege-nuovo-abate-della-madonna-della-scala/ /2016/12/19/padre-giustino-pege-nuovo-abate-della-madonna-della-scala/#comments Mon, 19 Dec 2016 11:18:19 +0000 /?p=12195 NOCI – È padre Giustino Pege osb il nuovo Abate dell’abazia della Madonna della Scala. Eletto dalla comunità benedettina il 13 dicembre scorso, il 57enne nuovo Abate attualmente è Priore Amministratore del Monastero Benedettino di Santa Maria di Finalpia in Finale Ligure, provincia di Savona.

Nato a Montegrotto Terme (Padova) il 14 settembre 1959 si è diplomato in Perito Chimico Industriale a Padova nel 1973 prima di entrare nel monastero di S. Maria Assunta di Praglia nel 1990 e acquisire la professione semplice nel 1992 e quella solenne nel 1995. Ordinato sacerdote nel 2004. Dal 2008 è Assistente della Federazione Monache Benedettine Italia Nord e dal 2012 Vice Assistente Nazionale degli Oblati Benedettini. Tra gli altri incarichi ricoperti è stato anche Maestro dei novizi dal 1998 al 2004 e Assistente Gruppo Oblati Benedettini di Praglia dal 2008 al 2014.

Intanto prolificano i saluti di benvenuto al nuovo Abate e gli auguri al monastero benedettino della Madonna della Scala. «I monaci provenienti dal Centro-nord hanno dato respiro e ampia visuale alla missione benedettina in Puglia, arricchendo di esperienze umane e culturali l’abbazia di Noci e così accadrà col nuovo abate Pege». Lo riferisce Piero Liuzzi, membro della commissione cultura del Senato, promotore negli scorsi giorni presso il Ministero dei beni culturali di un procedimento di assegnazione del riconoscimento del ruolo fondamentale esercitato dal laboratorio per il restauro del libro antico – fondato agli inizi degli Anni Sessanta nell’abbazia della Madonna della Scala – nel recupero di migliaia di tomi e seicentine danneggiati dall’alluvione di Firenze. «Ad eccezione dell’abate Ludovico Intini, nocese, stimato superiore dell’ordine benedettini nei monasteri del Centro-nord, i prelati che hanno assunto la guida del cenobio nocese provenivano dall’Italia settentrionale, recando risorse umane e di esperienze contemplative che hanno fatto bene all’azione monastica ed al radicamento spirituale del Mezzogiorno».

Ora si attende di conoscere quando padre Pege si insedierà al monastero nocese. «Non si esclude – fanno sapere dal monastero – una visita fugace durante il periodo natalizio».

La comunità benedettina contemporaneamente ripropone per lo stesso periodo la mostra già esposta nei locali dell’ex Palazzo Municipale di via Porta Putignano in ricordo di don Emmanuele Caronti. La mostra è dislocata nei locali adiacenti la portineria e sarà visitabile dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 18 (nei giorni feriali), dalle 10 alle 11 e dalle 17 alle 19 (nei giorni festivi).

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La vita di don Emmanuele Caronti in foto /2016/11/30/la-vita-di-don-emmanuele-caronti-in-foto/ /2016/11/30/la-vita-di-don-emmanuele-caronti-in-foto/#comments Wed, 30 Nov 2016 06:47:44 +0000 /?p=11751 NOCI – È stata inaugurata domenica sera e sarà visitabile sino all’8 dicembre prossimo la mostra fotografica su don Emmanuele Caronti, fondatore dell’abazia della Madonna della Scala di Noci.

103 tavole disposte su pannelli allestiti fronte/retro per 12 facciate ripercorrono la vita di don Caronti sino alla sua morte avvenuta il 22 luglio 1966. La mostra si instaura all’interno delle celebrazioni che la comunità monastica benedettina nocese ha voluto dedicare alla figura dell’abate nel 50esimo della morte dapprima con un appuntamento del ciclo di conversazioni storiche del “Settembre in Santa Chiara”, ora appunto, con la mostra fotografica.

Don Emmanuele Caronti
Don Emmanuele Caronti

A curare la mostra è padre Gennaro Antonio Galluccio osb che ricorda così la figura di abate Caronti: «ha avuto un itinerario monastico molto intenso come monaco, una bella mente, abate di Parma, precedentemente esperienza militare con grado prima di tenente e poi di capitano come cappellano militare dei Bersaglieri durante la Prima Guerra Mondiale che gli è valsa la medaglia d’argento a valor militare. Una figura eminente sia dal punto di vista liturgico, sia pastorale, sia monastico, fondatore delle monache benedettine di San Vito di Normanni e Villa Specchia (Ostuni), visitatore apostolico di molti istituti religiosi. Amico di papi soprattutto di Paolo VI e PIO X». È possibile infatti ammirare sui pannelli lo scambio epistolare tra i papi e don Emmanuele Caronti nonché il telegramma di cordoglio che nel 1966 l’allora presidente del consiglio Aldo Moro inviò all’abazia della Madonna della Scala rammaricandosi per la sua scomparsa.

Oltre a padre Galluccio la mostra si avvale delle foto curate da Leo Piccirilli e dell’allestimento di Tonino Colucci della ProLoco nonché dall’associazione culturale Terra Nucum e del centro culturale “G. Albanese”. «Non possiamo far altro che ringraziare la comunità monastica con la quale il territorio nocese ha un legame indissolubile – dichiara il sindaco Domenico Nisie siamo felici di aver patrocinato quest’iniziativa peraltro già annunciata durante il ciclo di conversazioni storiche del “Settembre in Santa Chiara”».

La mostra è visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 18.30 alle 21 sino a giovedì 8 dicembre.

Di seguito alcune tavole che è possibile ammirare alla mostra:

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Fondazione Madonna della Scala: padre Galluccio racconta le tante personalità di don Caronti /2016/10/01/fondazione-madonna-della-scala-padre-galluccio-racconta-le-tante-personalita-di-don-caronti/ /2016/10/01/fondazione-madonna-della-scala-padre-galluccio-racconta-le-tante-personalita-di-don-caronti/#comments Sat, 01 Oct 2016 08:15:09 +0000 /?p=10593 NOCI – Si chiude con un grande successo il quarto e ultimo appuntamento delle conferenze storiche di “Settembre in Santa Chiara”, organizzati dalla Biblioteca Comunale e dal Centro culturale “Giuseppe Albanese”, in collaborazione con l’associazione “Terra Nucum”, la Pro Loco locale e per quest’ultimo incontro, con l’abazia benedettina nocese.  L’incontro conclusivo della manifestazione, nella giornata del 29 settembre, intitolato “A cinquant’anni dalla morte di don Emanuele Caronti, fondatore dell’Abazia Madonna delle Scala di Noci”, ha voluto fa conoscere ai nocesi l’identità di quest’uomo attraverso le parole e le ricerche di padre Gennaro Antonio Galluccio O.S.B.

«Padre Caronti parla ancora stasera a 50 anni dalla morte» commento padre Galluccio. «Mi sento come un nano di fronte a questo gigante. Un uomo dalla personalità complessa e, a detta di alcuni, contraddittoria». Don Caronti viene raccontato sotto ogni aspetto: da valoroso linguista teorico e pratico, con molte pubblicazioni edite da “La Scala” e stampate proprio dall’abazia benedettina, a cappellano militare e difensore degli indifesi oltre a essere riferimento sia di studiosi che di centri di cultura cattolici. Tutte le personalità di Caronti, dalla nascita alla sua morte, oltre a essere evidenziate da don Gallucci, sono presenti nella mostra fotografica allestita durante la manifestazione, frutto delle ricerche che il padre benedettino ha effettuato interessandosi all’argomento. La mostra è stata allestita solo per la giornata di giovedì, ma verrà riproposta per tutti coloro che se la fossero persa, dal 14 al 20 novembre.

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«Don Caronti, per quanto non nocese, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia di Noci quale fondatore, insieme a donna Laura lenti dell’Abazia della Madonna della Scala. Questa sera ci è stato presentato non solo dal punto di vista spirituale ma anche dal punto di vista culturale», ha dichiarato Giuseppe Basile, coordinatore dell’evento, ricordando che Noci ha intitolato a lui la strada che collega via Tommaso Fiore a via Salvo d’Acquisto, di fronte al vecchio palazzetto. Josè Mottola invece, nei saluti iniziali, ha ringraziato l’Abazia «perché si mostra a Noci come vero faro di cultura». Tocca invece al primo cittadino, Domenico Nisi, chiudere la manifestazione, il quale ha commentato l’importanza dell’Abazia come «punto di riferimento non solo per Noci ma tutto il territorio, tracciando un ulteriore tassello che la comunità monastica ha nei confronti di Noci».

Presenti anche all’evento don Peppino Cito, parroco della Chiesa Madre di Noci, Natanaele Fantini, priore della Madonna della Scala e il senatore Piero Liuzzi. L’appuntamento è quindi rinnovato a novembre per tutti coloro interessati alla vita di questo grande uomo, fondatore di una delle bellezze del nostro territorio.

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Papa Francesco a Noci, scherzi del solleone o realtà? /2016/08/02/papa-francesco-a-noci-scherzi-del-solleone-o-realta/ /2016/08/02/papa-francesco-a-noci-scherzi-del-solleone-o-realta/#comments Tue, 02 Aug 2016 14:39:13 +0000 /?p=9523 NOCI – Un martedì qualunque a Noci c’è il solito rito del mercato settimanale, il caldo è africano nonostante mitigato dal vento di maestrale. All’improvviso una notizia squarcia la quiete della piazza sino allora ancora assonnata. Papa Francesco sarà a Noci, passerà qualche giorno di riposo presso il monastero benedettino dell’abazia della Madonna della Scala.

In un battibaleno la notizia si diffonde e parafrasando il buon Faber “come dall’arco una freccia scocca corre veloce di bocca in bocca” e a Noci la gente non parla d’altro. Immediatamente i cronisti come avvoltoi affamati si “lanciano” in picchiata sulla “succulenta preda”. Lo scoop va realizzato, la notizia va verificata. Si consultano i canali informativi, ma gli organi ufficiali (chiese, monasteri e quant’altro) hanno le bocche cucite o smentiscono nella migliore delle ipotesi. Vige il silenzio.

Che il sommo Pontefice sia solito andare per monasteri è cosa risaputa. Il Papa “venuto dalla fine del mondo” a Castel Gandolfo non ci vuol proprio andare, per il suo relax preferisce la “quiete” di un monastero. “Ora et labora” è la massima dell’ordine benedettino. Per ritemprare la carne e lo spirito Francesco avrebbe scelto “l’aria buona” nocese?

Chissà…  a noi farebbe piacere pensare all’ uomo vestito di bianco che solingo per i boschi circostanti solo se ne va. In attesa di ulteriori sviluppi…fiduciosi attendiamo notizie in merito. Non possiamo mica scomodare il Padreeterno… forse si lui di certo sul programma di appuntamenti futuri del suo Vicario in terra sarà informato.

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