LEGGI NOCI » michele rapanà Thu, 25 Jan 2018 21:14:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » michele rapanà 32 32 Rapanà: NO al trasferimento della Sezione Lavoro a Modugno /2017/04/11/rapana-no-al-trasferimento-della-sezione-lavoro-a-modugno/ /2017/04/11/rapana-no-al-trasferimento-della-sezione-lavoro-a-modugno/#comments Tue, 11 Apr 2017 05:30:35 +0000 /?p=14121 NOCI – Il Dipartimento rapporti con le professioni FDI – AN Puglia, tramite suo coordinatore regionale Avv. Michele Rapanà, intende manifestare il convinto dissenso al trasferimento della Sezione Lavoro del Tribunale di Bari nella sede di Modugno, dopo aver seguito con attenzione l’evolversi della vicenda, appoggiando ogni iniziativa tanto ordinistica, quanto associativa e politica, finalizzata a contestare, nonchè a sollecitare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla necessità di scongiurare l’ipotesi di detto trasferimento.

Il trasferimento della sezione lavoro, che a Bari si è caratterizzata per efficienza e produttività, costituirebbe nocumento soprattutto per gli utenti della giustizia, oltre che per gli operatori ed avvocati che ogni giorno operano per la tutela dei diritti dei cittadini.

Al sol fine di rendere contezza del reale problema, occorre segnalare che, in presenza di una dislocazione di uffici, l’avvocato che difende uno stesso giorno più clienti in diversi giudizi tanto civili in senso stretto, quanto attinenti il diritto del lavoro, si troverebbe a doversi organizzare per assicurare la difesa dei suoi assistiti contemporaneamente, inevitabilmente facendo ricorso al rimedio della sostituzione in udienza, posto che, non essendo dotato del dono dell’ubiquità, non potrà trovarsi simultaneamente in due posti diversi, con conseguenze inevitabili sul rapporto di fiducia e sul vincolo del mandato.

Sotto il profillo strettamente strutturale, il Tribunale di Modugno, tanto per raggiungibilità attraverso i mezzi pubblici, quanto per la caratterizzazione affatto agevole delle aree di parcheggio antistanti, non sarebbe lo soluzione opportuna, né per gli avvocati ed operatori di diritto, né tanto meno per gli utenti della giustizia.

Il dipartimento rapporti con le professioni sente di fare proprie le risultanze dell’Assemblea Straordinaria degli iscritti all’Ordine degli avvocati di Bari del 07/02/2017, che  ha approvato un documento all’unanimità, con il quale si avverte fortemente l’obbligo di affermare e riproporre in ogni Sede Istituzionale le ragioni che escludono la praticabilità del progettato trasferimento, in forza del diritto e del mandato scritti nella Carta dei Principi Fondamentali dell’avvocato Europeo, secondo il quale l’avvocato deve garantire il rispetto dello Stato di Diritto e gli interessi di coloro di cui deve difendere i diritti e le libertà.

Occorre rimarcare che il rispetto della funzione professionale dell’avvocato è una condizione essenziale dello Stato di diritto e di una società democratica.

Sotto il profilo della legittimità, reputiamo che il paventato trasferimento si ponga in contrasto con il sistema di riforme che nell’arco degli ultimi anni ha ristrutturato organicamente la distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio, sistema che si compendia nel DL 06/07/2011 n. 98, nella legge 15/07/2011 n. 111, nella legge 14/09/2011 n.148, e si è costruito espressamente sull’obbiettivo di raggiungere un risparmio di spesa e un incremento di efficienza attraverso l’accorpamento delle sedi e la riduzione della polverizzazione territoriale.

Un provvedimento teso a legittimare nuovamente una sede soppressa, si porrebbe in contrasto col sistema legislativo e i suoi obbiettivi dichiarati.

Inoltre, il sistema giustizia governato da un principio di riserva di legge non può costituire oggetto di concessioni a livello amministrativo decentrato.
Dopo un primo momento di difficile adattamento alla nuova organizzazione, anche gli stessi avvocati della provincia, a cui questo dipartimento ha sempre rivolto l’attenzione cercandone di divulgarne le problematiche e criticità, probabilmente si sono resi conto che un sistema meno frammentato avrebbe agevolato il loro lavoro costituzionalmente garantito e l’esplicazione stessa del diritto di difesa.

Di contro la frammentazione di una organizzazione che produce servizi appare un errore che potrebbe determinare un evidente disservizio.

L’utenza delle controversie di lavoro con scarse risorse economiche per il lato lavoratori e con grandi problemi di esiguità di tempo per i datori di lavoro, ha massimo interesse a sedi processuali unitarie e facilmente raggiungibili.

Per comprendere la quantità di procedimenti e di conseguenza di persone impegnate negli stessi, nonché di locali necessari per le diverse fasi, occorre menzionare i dati riferiti nella relazione 2017 del Presidente della Corte di Appello che per il Tribunale lavoro di Bari ha certificato un numero di procedimenti pervenuti nell’ultimo anno in quell’ufficio, pari a 23.404, un numero di procedimenti definiti nello stesso periodo pari a 35.263, un numero di procedimenti da definire pari a 55.026.

Il grande numero di accessi agli uffici richiede non solo edifici di adeguata capienza ma anche servizi di trasporto pubblico, viabilità e parcheggio adeguati.

A nostro avviso la collocazione decentrata in luoghi ristretti di così frequentate sedi potrebbe determinare un danno economico ed ambientale, nonché un danno giuridico per i cittadini, per l’avvocatura, per gli enti pubblici e gli altri enti interessati dalla giustizia del lavoro.

Appare del tutto evidente che il problema irrisolto dell’edilizia giudiziaria, stia creando non pochi disagi al sistema giustizia.

La realizzazione della c.d. “cittadella della giustizia”, sarebbe la solutio omnibus a beneficio di una più agevole e completa tutela del diritto di difesa.

Il dipartimento rapporti con le professioni FDI – AN continuerà ad appoggiare ogni iniziativa tesa a contrastare il trasferimento della sezione lavoro del Tribunale di Bari presso la sede di Modugno ed ogni ulteriore frammentazione del sistema giustizia.

 

Dipartimento rapporti con le professioni

FDI – AN

Il Coordinatore Regione Puglia

Avv. Michele Rapanà

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Lotta alle mafie, Rapanà: “E’ un atteggiamento che si basa sul mancato rispetto delle regole e della legalità” /2016/01/26/lotta-alle-mafie-rapana-e-un-atteggiamento-che-si-basa-sul-mancato-rispetto-delle-regole-e-della-legalita/ /2016/01/26/lotta-alle-mafie-rapana-e-un-atteggiamento-che-si-basa-sul-mancato-rispetto-delle-regole-e-della-legalita/#comments Tue, 26 Jan 2016 07:03:30 +0000 /?p=5901 NOCI – Ha fatto un certo effetto, il 12 gennaio scorso, la scarcerazione del boss Savino Parisi, detto “Savinuccio”, salutato da uno spettacolo pirotecnico a Bari. Il boss di Japigia, pluripregiudicato, inserito nell’operazione Domino del 2012 che ha portato all’arresto di diversi esponenti del clan mafioso barese che da lui prende il nome, viene salutato in città da festeggiamenti, mentre Michele Emiliano, ex magistrato e oggi presidente della Regione Puglia, scrive il suo disappunto. Secondo la Corte d’Appello di Bari Parisi non ha commesso la tentata estorsione, svoltasi tra il 2007 e il 2008, ai danni di un imprenditore. Ma Parisi non è l’unico capoclan della mafia pugliese. In capitanata è la “società foggiana” a dettare legge (soprattutto attraverso lupara bianca), nel Salento ci sono ancora residui della “sacra corona unita” che ora si è evoluta nella “sacra corona libera”, mentre nel tarantino sono diverse le famiglie che si contendono il controllo della provincia soprattutto per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nella provincia di Bari i sodalizi criminali sono molti e sono ben radicati anche in città molto lontane dal capoluogo (immagine in basso). Anche nella vicina Putignano ce n’è stato uno sgominato dai carabinieri nel 2010 con l’operazione Barracuda (in quell’occasione furono arrestati anche due nocesi) che trovava in Domenico Pesce il suo vertice.

clan-provincia-bari

(fonte: Direzione Investigativa Antimafia 2014)

Ma non si può assolutamente dire che la mafia pugliese, in tutte le sue sfaccettature si stata debellata. Ne ha contezza l’avv. Michele Rapanà che giovedì pomeriggio sarà chiamato a moderare l’incontro promosso dall’APA e dall’ordine degli avvocati dal titolo: “Lotta alle mafie – giustizia, impresa, istituzioni e società: uniti si vince”, che si terrà a Palazzo di Giustizia alla presenza del procuratore della repubblica di Bari Giuseppe Volpe. «Il nostro è un incontro aperto a tutti – riferisce l’avvocato nocese d’adozione – pensiamo che attraverso il contributo di tutti si possa svolgere una riflessione seria su di una tematica che è un po’ come un tumore della società moderna: questi va a incedere profondamente sugli organi vitali su cui se non si agisce tempestivamente può generare una metastasi che porta alla morte. Nel nostro incontro – continua Rapanà – vogliamo individuare quegli aspetti in cui la mafia va ad incidere». In effetti le diverse organizzazioni mafiose adottano sistemi diversi per “farsi sentire”. Nelle province di Bari e Foggia, ad esempio, è molto diffusa l’estorsione a danno di attività economiche e del settore edile. Non a caso sarà presente anche Gaetano Grasso, presidente dell’associazione antiracket. «La mafia è un atteggiamento che si basa sul mancato rispetto delle regole e della legalità – chiude Rapanà – recando un danno assoluto alla società in cui ci troviamo a operare».

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FdI-An: nasce il “dipartimento rapporti con le professioni”, Rapanà coordinatore regionale /2015/12/16/fdi-an-nasce-il-dipartimento-rapporti-con-le-professioni-rapana-coordinatore-regionale/ /2015/12/16/fdi-an-nasce-il-dipartimento-rapporti-con-le-professioni-rapana-coordinatore-regionale/#comments Wed, 16 Dec 2015 11:26:22 +0000 /?p=5268 NOCI – L’avvocato Michele Rapanà è il nuovo coordinatore regionale del dipartimento rapporti con le professioni. A comunicarlo è il partito di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale tramite una nota inviata alla stampa. Congiuntamente la nota presenta la nascita del dipartimento, che vede la presidenza nazionale affidata ad un altro pugliese, il farmacista Marcello Gemmato.

All’esito di un laboratorio politico svoltosi presso la biblioteca comunale di Terlizzi il 12 dicembre scorso, il neocostituito “Dipartimento rapporti con le professioni” ha delineato organigramma, obiettivi e regolamentazione interna. L’organigramma del Dipartimento prevede referenti territoriali (nazionali – regionali – provinciali – cittadini) e per aree di categoria già individuate (avvocati – commercialisti e consulenti del lavoro – ingegneri, architetti e geometri – medici – notai – agenti di commercio ed immobiliari – agronomi) ed altre in corso di definizione. In questa sede è avvenuta la nomina a coordinatore regionale dell’avvocato, nocese d’adozione, Michele Rapanà per l’area che raggruppa le professioni legali.

L’obiettivo è quello di recepire le problematiche delle varie categorie professionali, dandone diffusione ed individuando proposte risolutive, attraverso commissioni di studio. “Per tali finalità – si legge nella nota – lo stesso Dipartimento ha intenzione di interagire tanto con le istituzioni, quanto con i vari ordini ed organismi di rappresentanza nazionali e locali, con l’obiettivo prevalente di individuare la migliore e più efficace tutela per ogni singola categoria professionale”.

Rapanà aveva già un incarico all’interno del dipartimento antiviolenza istituito dal partito FdI-An al quale adesso ne associa un secondo. «Quello è un incarico tecnico – ha precisato il diretto interessato – questo è più politico. Sono comunque contento del ruolo che mi è stato affidato a livello regionale, perchè mi permette di essere presente più volte a Bari, mia città natale. Sono anche contento per il circolo locale di Noci che si sta muovendo bene e che con il suo rinnovato entusiasmo può fungere da esempio per i circoli limitrofi e provinciali».

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