LEGGI NOCI » Pietro Laterza Sun, 11 Feb 2018 06:50:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » Pietro Laterza 32 32 Workshop AIA: “Il mondo dei consumatori e quello dell’allevamento sono inconciliabili? ” /2017/11/11/workshop-aia-il-mondo-dei-consumatori-e-quello-dellallevamento-sono-inconciliabili/ /2017/11/11/workshop-aia-il-mondo-dei-consumatori-e-quello-dellallevamento-sono-inconciliabili/#comments Sat, 11 Nov 2017 06:39:55 +0000 /?p=17959 MOTTOLA – A San Basilio di Mottola, in provincia di Taranto, si è tenuto nella giornata di giovedì 9 novembre 2017 il Workshop  dal titolo “Il mondo dei consumatori e quello dell’allevamento sono inconciliabili?”. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Italiana Allevatori e dall’Ara della Puglia in collaborazione con Ruminantia ®, il web  magazine  che si occupa di temi zootecnici.

Si è aggiunto quindi dalla terra pugliese un altro significativo tassello nelle attività di informazione, divulgazione e confronto sui nuovi orizzonti della zootecnia nazionale, che nell’affrontare temi quali ad esempio il benessere degli animali, la sostenibilità ambientale dell’allevamento e la certificazione dei prodotti pone l’intero Sistema Allevatori quale protagonista e supporto per un “cambio culturale” che vada a vantaggio sia degli stessi allevatori che dei consumatori finali.

Il Workshop , moderato dal direttore generale di A.I.A., Roberto Maddé, che ha tra l’altro ricordato le tappe principali del nuovo percorso di comunicazione dei valori positivi portati avanti dal Sistema zootecnico nazionale, iniziato negli ultimi mesi e che, ha sottolineato, andranno avanti con altri importanti momenti pubblici in diverse zone del territorio italiano da qui alla fine dell’anno, si è incentrato sugli interventi del direttore del Dipartimento Qualità Agroalimentare (Dqa) Michele Blasi e del direttore di Ruminantia ® Alessandro Fantini.

In particolare, Blasi, trattando il tema della “Valorizzazione della produzione del latte: sistemi e regole della certificazione di qualità”, ha insistito sull’opportunità di un nuovo rapporto tra il settore allevatoriale ed i consumatori, sempre più attenti a questioni quali quelle legate al benessere degli animali, sottolineando la “carta vincente” che il Sistema Allevatori nazionale può mettere in campo con la possibilità di certificare – grazie alla gran mole di dati prodotta con l’attività dei Controlli funzionali sulla produttività animale – per fornire valutazioni e misurazioni precise sullo stato di salute non solo della mandria nel suo complesso ma persino di ogni singola bovina.

Nel presentare il progetto “Stalla Etica”, Fantini ha da parte sua invocato la necessità di modificare atteggiamento ed anche in alcuni casi la terminologia utilizzata dai tecnici e dal mondo scientifico per “avvicinare” maggiormente i consumatori. Gli strumenti per evidenziare la correttezza del proprio lavoro gli allevatori li possiedono, ma probabilmente riesce ancora difficile trasmettere ad un pubblico più vasto e specializzato la vera unicità dell’allevamento italiano. In definitiva, le soluzioni per conciliare le esigenze di “eticità” del prodotto dal lato del consumo e quelle di un equo reddito per gli allevatori esistono.

Nel suo intervento il presidente dell’Ara Puglia Pietro Laterza ha evidenziato come il Workshop , per i temi trattati, abbia esaltato  il ruolo dell’Associazione come strumento tecnico di accompagnamento alle imprese zootecniche, in un momento di transizione verso una zootecnia sicuramente più attenta ai problemi dell’ambiente, del benessere animale e della tutela dei consumatori. Da questo punto di vista, ha proseguito il presidente Laterza, la zootecnia pugliese e, in particolare, quella della Murgia che si fonda sull’impresa familiare, rappresenta già un modello di zootecnia ecosostenibile, attenta al benessere animale e, grazie anche al costante monitoraggio fatto dal laboratorio dell’Ara, alla qualità della produzione che si esalta attraverso il rapporto con la fitta rete di caseifici che hanno saputo coniugare nel tempo tradizione ed innovazione a garanzia e tutela del consumatore finale.

Da parte sua l’assessore all’Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Puglia Leonardo Di Gioia, nel suo intervento conclusivo, oltre ad apprezzare la qualità del Workshop , ha voluto rimarcare con forza il ruolo della Regione nel promuovere una zootecnia sostenibile ed attenta alle esigenze dei consumatori, ma soprattutto indispensabile nella conservazione di un ambiente così caratteristico qual è quello dell’entroterra pugliese. L’Assessore ha ribadito come l’Ara sia, per le sue qualità intrinseche, interlocutore privilegiato della Regione e strumento tecnico ed operativo a cui affidare la progettualità attuale e quella che sicuramente potrà svilupparsi nei prossimi mesi, anche grazie alla disponibilità dei fondi del PSR che potranno essere opportunamente indirizzati verso  la crescita di una zootecnia di qualità.

]]>
/2017/11/11/workshop-aia-il-mondo-dei-consumatori-e-quello-dellallevamento-sono-inconciliabili/feed/ 0
Mozzarella dop: “Noci gioca ruolo fondamentale” /2017/09/07/mozzarella-dop-noci-gioca-ruolo-fondamentale/ /2017/09/07/mozzarella-dop-noci-gioca-ruolo-fondamentale/#comments Thu, 07 Sep 2017 10:46:07 +0000 /?p=16890 NOCI – Non si placano le polemiche rilanciate dagli operatori campani dopo l’avvio dell’iter per il riconoscimento della mozzarella di Gioia del Colle DOP pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 200 del 28 agosto scorso. All’associazione “Treccia della Murgia” il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha riconosciuto la denominazione di origine protetta scatenando l’ira degli operatori campani che vedono minata l’integrità della denominazione per la mozzarella di bufala campana.

delizia-giovanni-dambruosoUn iter complesso quello della denominazione territoriale che ha visto l’impegno di più forze e in cui Noci sembra essere più che protagonista. «È da dieci anni che combattiamo per il riconoscimento della denominazione di origine protetta» dichiara Giovanni D’Ambruoso, tra i maggiori produttori caseari del territorio e componente del comitato promotore per la denominazione. «Inizialmente doveva essere Noci ad ottenere il riconoscimento per la treccia ma è mancata la documentazione storica necessaria per il riconoscimento della Treccia della Murgia (da cui il logo registrato ndr) e così, pur di non perdere l’opportunità, che può essere volano di crescita di tutto il territorio delle colline murgiane baresi e tarantine, abbiamo riconosciuto la validità storica di Gioia del Colle». Infatti nel disciplinare pubblicato in Gazzetta Ufficiale si legge che la zona di produzione è suddivisa per la provincia di Bari nelle città di Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Altamura, Casamassima, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Locorotondo, Monopoli, Noci, Putignano, Sammichele di Bari, Santeramo in Colle, Turi; in provincia di Taranto: Castellaneta, Crispiano, Laterza, Martina Franca, Massafra, Mottola. E sulla polemica D’Ambruoso risponde: «secondo me è un fuoco di paglia dettato dalla paura. Il mercato delle mozzarelle è in continua espansione e il nome “mozzarella” è conosciuto in tutto il mondo, i campani temono un’inflazione della loro produzione autoctona, ma le due mozzarelle sono ben distinte».

piero-laterza-allevatori«È un orgoglio per noi e per tutto il mondo allevatoriale il riconoscimento della dop per la mozzarella del nostro territorio – dichiara invece il presidente regionale degli allevatori Pietro Laterzadal nostro punto di vista la polemica è sterile ed infondata, parliamo di due stili di produzione diversa derivante da latte diverso. Noci tra l’altro gioca un ruolo fondamentale in questa situazione in quanto non solo è tra gli organismi proponenti, ma grazie alle aziende presenti sul territorio sarà quella che darà l’apporto maggiore in termini di produzione e qualità del prodotto».

Dubbi sulla protesta campana emergono anche a livello politico in quanto le controdeduzioni vanno presentate entro trenta giorni dalla data di pubblicazione in GU. «Quella dei campani mi pare una posizione assolutamente infondata – dichiara l’onorevole Enzo Lavarra alla Gazzetta del Mezzogiorno – Per definizione il riconoscimento di una DOP si fonda sull’unicità della materia prima e della tecnica produttiva, e non v’è dubbio che la mozzarella di Gioia del Colle sia unica per la materia prima (il latte vaccino), per la tecnica produttiva (a siero-innesto), e per la documentata storia commerciale. Quanto agli argomenti della protesta campana, siamo in attesa di un’eventuale procedura di opposizione. Il loro è un annuncio, per questo bisogna replicare prima con l’argomento di sostanza. A me non risulta che ci sia una procedura formale di opposizione. Se la avanzeranno, vedremo gli argomenti addotti e questi saranno valutati dall’ufficio ministeriale che ha fatto l’audizione pubblica generale senza registrare, peraltro, alcuna contestazione. Comunque sia, l’eventuale procedura di opposizione sarà valutata nel merito dall’Ufficio ministeriale e dalla Regione Puglia». Superata la soglia temporale si dovrà comunque attendere il responso della Commissione Europea per il via libera all’etichettatura della “Mozzarella di Gioia del Colle DOP”.

Di seguito la Gazzetta Ufficiale n.200 del 28 agosto 2017 in cui è riportato il disciplinare per il riconoscimento della “Mozzarella di Gioia del Colle DOP” (da pag. 72).

Gazzetta Ufficiale n.200-pdf

]]>
/2017/09/07/mozzarella-dop-noci-gioca-ruolo-fondamentale/feed/ 0
Brusco taglio finanziamenti, sconcerto vertici AIA /2017/06/24/brusco-taglio-finanziamenti-sconcerto-vertici-aia/ /2017/06/24/brusco-taglio-finanziamenti-sconcerto-vertici-aia/#comments Sat, 24 Jun 2017 05:45:07 +0000 /?p=15602 NOCI – Il presidente dell’Aia, Roberto Nocentini, convoca una riunione del Comitato Direttivo dell’Associazione e scrive una lettera al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

“La diminuzione drastica delle risorse destinate alle Associazioni allevatori pregiudica tutto il lavoro fatto in termini di miglioramento genetico, attività selettiva ed a favore della biodiversità”.  La notizia è giunta inaspettata nella serata di mercoledì 21 giugno, una nota del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha comunicato alle Regioni che la ripartizione per il cofinanziamento del Piano nazionale dei controlli sulla produttività animale svolti dalle Associazioni Allevatori, a causa del ridimensionamento della spesa pubblica, passerebbe dagli attuali circa 22,5 milioni di euro a soli 7 milioni. Tutto questo a fronte di una spesa complessiva che supera abbondantemente i 50 milioni di euro.

“Siamo sorpresi e sconcertati – afferma il presidente dell’Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.), Roberto Nocentini – nell’apprendere la notizia, di fonte ministeriale, sull’ulteriore taglio ai finanziamenti destinati alle Associazioni allevatori che ricordiamo, svolge un attività di pubblico servizio. La preoccupazione è grande, abbiamo convocato d’urgenza il Comitato Direttivo di A.I.A. per affrontare quella che si prospetta come la più grave emergenza che il sistema allevatoriale abbia mai , in questi 70 anni di storia, dovuto affrontare. Verrebbero meno i progetti futuri e il proseguimento del lavoro fatto per il miglioramento genetico delle razze e specie allevate in Italia, tutta l’attività di selezione a difesa del reddito degli allevatori, tutte le azioni a favore della biodiversità animale che solo noi possiamo garantire, tutti i progetti sul benessere animale e sulla sostenibilità degli allevamenti che tutta la società italiana chiede”. “Abbiamo scritto – continua Nocentini – una lettera al Ministro Martina, nella quale esprimiamo tutto il nostro risentimento per la situazione che a breve si verrebbe a creare. Ad esser danneggiate non sarebbero infatti solo le strutture ed il personale delle Associazioni allevatori su tutto il territorio nazionale, che già si sono impegnate a fondo negli ultimi anni in un faticosissimo processo di riorganizzazione ma, a venir meno sarà tutto ciò che è stato messo in campo per gli allevatori italiani per la qualità e salubrità delle produzioni di origine zootecnica e per la sicurezza alimentare verso i cittadini italiani.” “Vogliamo augurarci – ha concluso Nocentini – che lo Stato italiano e tutti i responsabili governativi ripensino velocemente sulle conseguenze dell’attuale stato di cose. Lo ripetiamo: non è solo una mera questione di finanziamenti dati o non dati, ne va della credibilità dell’intero Sistema Paese in campo zootecnico ed agroalimentare, delle eccellenze che quotidianamente provengono dalle stalle italiane”.

piero-laterza-allevatori
Pietro Laterza

Da parte sua il Presidente di A.R.A. Puglia Pietro Laterza ha immediatamente chiesto un incontro all’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia il quale,  anche nella sua qualità di Coordinatore degli Assessori alla Agricoltura in sede di Conferenza Stato Regioni, ha un ruolo importante nelle decisioni di politica agricola assunte dal Governo Nazionale. “La zootecnia pugliese, afferma Laterza, è oggi la piu importante del Centro Sud Italia e fra le prime a livello nazionale, non solo per i numeri che rappresenta, ma soprattutto per il livello qualitativo e genetico dei suoi allevamenti, grazie alla azione costante e mirata dei controlli della Associazione Allevatori che hanno  portato il livello quanti qualitativo delle produzioni zootecniche pugliesi a livelli di eccellenza, con evidenti ricadute positive sulla economia regionale, considerando il notevole indotto determinato, e sulla sicurezza alimentare dei consumatori.  Oggi la drastica ed incomprensibile riduzione dei finanziamenti pubblici rischia di mettere profondamente in crisi questo sistema virtuoso, portando al collasso un settore importante con ricadute negative per allevatori, aziende di trasformazione, consumatori e, non ultimo, per tante famiglie di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.”

]]>
/2017/06/24/brusco-taglio-finanziamenti-sconcerto-vertici-aia/feed/ 0
Antibiotico resistenza: meno farmaci veterinari più salute /2016/11/28/antibiotico-resistenza-meno-farmaci-veterinari-piu-salute/ /2016/11/28/antibiotico-resistenza-meno-farmaci-veterinari-piu-salute/#comments Mon, 28 Nov 2016 16:46:42 +0000 /?p=11728 NOCI – Noci si conferma ancora una volta centro nevralgico regionale della zootecnia pugliese. Per questo i massimi esponenti regionali di veterinaria e farmacia si sono incontrati venerdì scorso nella sala convegni del nuovo foro boario di contrada Montedoro per intervenire al convegno promosso da Murgiavet srl e ARA Puglia, dal titolo: “Dalle code al code – tracciabilità del farmaco veterinario strumento di lotta all’antibiotico resistenza”.

Il tema è abbastanza complesso ma coinvolge gli allevamenti di tutto il mondo. L’azione sta nel comprendere e cercare di contrastare il fenomeno dilagante dell’abuso di farmaci veterinari che creano una farmaco resistenza all’interno degli animali da allevamento. Il convegno è stato moderato da Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente Ordine dei Farmacisti di Bari/Bat e componente 12a Commissione Igiene e Sanità al Senato. Gli onori di casa sono stati svolti dal sindaco Domenico Nisi che ha ringraziato gli organizzatori per aver scelto Noci quale luogo deputato alla discussione e augurato buon lavoro ai relatori.

«Pensate che il problema sia solo italiano? – chiede retoricamente Lettieri – la risposta è no, ma internazionale tanto che l’AIFA e il SSN sono attivi per difendere la legalità di farmaci molti dei quali purtroppo facilmente reperibili su internet. In qualità di moderatore vi comunico che farò tesoro dei contributi che riceverò in questa occasione e li porterò all’attenzione del Parlamento tornando a darvene conto». Sulla stessa scia il senatore Piero Liuzzi il quale ha posto l’attenzione sugli «organi democratici capaci di attività di controllo soprattutto sulla pirateria informatica su questi temi». Dall’intervento degli altri relatori è venuto fuori che vi è un abuso delle prescrizioni farmacologiche che supera il 60% in tutti i tipi di allevamento (equino, bovino, suino e ovino) regionale e al contempo che la Regione Puglia nel marzo 2016 ha recepito il piano nazionale di prevenzione.

convegno-veterinari-laterza

Sta quindi agli allevatori non farsi prendere troppo la mano. «L’utilizzo dei farmaci in allevamento non è questione di leggerezza e superficialità – è il richiamo del presidente regionale ARA Pietro Laterza – chiunque ha interesse che l’animale stia bene. Fortunatamente viviamo in una zona in cui gli animali pascolano allo stato brado e le aziende zootecniche sono gestite in ambito famigliare, facciamo conciliare lo stato di salute con i bilanci aziendali».  Dello stesso avviso è anche uno degli organizzatori Giuseppe Enrico: «bisogna intervenire sull’uso improprio dei farmaci perché questi produce resistenza. Il farmaco veterinario non deve più essere inteso come prodotto ma bensì come strumento di cura usato con scienza e coscienza come garanzia ai consumatori di prodotti senza tracce di antibiotici. Agli allevatori dico che il risultato economico viene valutato sulla qualità della produzione. L’abuso dei farmaci ha ricadute importantissime sulla salute umana tanto che il SSN ha messo su il dipartimento di prevenzione per controllare che non ci siano abusi. Torniamo quindi ad un uso consapevole del farmaco».

Il convegno ha significato essere una presa di coscienza da parte di allevatori e operatori del settore, ma il dibattito sembra destinato a rimanere aperto e prospetta tempi lunghi per una probabile risoluzione.

]]>
/2016/11/28/antibiotico-resistenza-meno-farmaci-veterinari-piu-salute/feed/ 0